Sono riapparsa improvvisamente in Danimarca! Sono stata una settimana in gita scolastica a Vienna, ed é stato bellissimo, ma ragazzi, 22 ora di viaggio andata e 22 ritorno in treno sono pesantine.........!
Comunque sono tornata, carichissima! e mi sono giá lanciata a capofitto nella vita di Ringkøbing.
Probabilmente una buona parte la fa la primavera che si avvicina, e la cosa mi rende euforica! È stato senza dubbio un inverno lungo.. Oppure, sono cosí piena di voglia di fare perché a casa é arrivata una lettera.
Sono 10 fogli che parlao solo ed esclusivamente dei "tuoi ultimi 3 mesi e mezzo in Danimarca" e del "tuo ritorno a casa".
Ci ho messo un´ora e mezza prima di trovare la forza di leggere.
E quindi é ufficiale: per la gioia di tutti i miei cari, il 4 luglio sono ufficialmente in Italia.
E quindi ieri sera ho deciso: non mi interessa nulla, non mi curo piú di quelli a cui sto antipatica, dei ragazzi indecisi, di quelli che mi evitano.
Io ho 3 mesi e mezzo e chissá quando ritorneró. Perció me li vivró al massimo, lo giuro.
E dopo questa promessa che mi sono fatta sono partita con la marcia inserita, e mi diverto.. ragazzi quando ci vuole ci vuole per davvero!
lunedì 12 marzo 2012
lunedì 20 febbraio 2012
Svezia e Danimarca
Premetto che non so perché sto scrivendo quest post, semplicemente non ho nulla da fare e sono stata da poco in Svezia. Oppure ho voglia di spettegolare, decidete voi!
Tra Svezia e Danimarca ho scoperto che c´é un rapporto molto particolare.
Sono vicini di casa. E come tutti i buoni vicini, ce n´é uno insopportabile e noioso, e l´altro che subisce.
E viceversa! Insomma in generale non si amano.
I danesi prendono tantissimo in giro gli svedesi, facendo il "versaccio" dello svedese (se i danesi parlano con una patata in bocca, gli svedesi parlano con una patata in bocca e il naso tappato...immaginate!), mentre gli svedesi sono letteralmente divisi in due..
La parte "sud", il "naso" della Svezia, dove c´é Malmö, si sente piú danese che svedese, ADORA la Danimarca, e vorrebbe farne parte:tanto é talmente lontana da Stoccolma e cosí vicina a Copenhagen che nessuno se ne accorgerebbe. Ci sono persino danesi che hanno la casa a Malmö, e vanno al lavoro a Copenhagen. E intanto la Danimarca intera prende per il culo quella zona svedese cosí tanto da distruggere la poca autostima degli svedesi di quella zona.
La parte "nord", dove c´é Stoccolma, ODIA la Danimarca, e a mio parere c´ha pure ragione: hanno fatto parte del regno danese per anni, e sono sempre stati trattati malissimo, si sono guadagnati la libertá, e vengono tutt´ora presi in giro. Come se non bastasse, la parte sud del paese si venderebbe per un soldo bucato (non é una metafora) per far parte di quell´odiatissimo sputo di terra.
La Danimarca da parte sua se la ride della grossa!
Ama le barzallette sugli svedesi, e qualsiasi cosa faccia cattiva ironia di loro.
Il mio parere in tutto questo casino é che hanno tutti un pochettino di ragione: il nordSvezia a odiare la Danimarca, il sudSvezia ad amarla, e la Danimarca a ridersela.
Peró, sono anche tutti e tre un pochettino nel torto: il nordSvezia potrebbe farsi sentire un pochettino di piú al sud, giusto per diffondere un pó di patriottismo e non spezzettarsi; il sudSvezia é proprio stupido ad amare la Danimarca mentre questa la prende in giro; e la Danimarca potrebbe ridere sottovoce...
Come si vede dalle FANTASTICHE foto che ho messo, Malmö é molto piú vicina a Copenhagen rispetto che a Stoccolma, perció la parte "sud" (é quella che ho colorato in grigio nella foto qui accanto) un pochettino giustificata.
Tra Svezia e Danimarca ho scoperto che c´é un rapporto molto particolare.
Sono vicini di casa. E come tutti i buoni vicini, ce n´é uno insopportabile e noioso, e l´altro che subisce.
E viceversa! Insomma in generale non si amano.
I danesi prendono tantissimo in giro gli svedesi, facendo il "versaccio" dello svedese (se i danesi parlano con una patata in bocca, gli svedesi parlano con una patata in bocca e il naso tappato...immaginate!), mentre gli svedesi sono letteralmente divisi in due..
La parte "sud", il "naso" della Svezia, dove c´é Malmö, si sente piú danese che svedese, ADORA la Danimarca, e vorrebbe farne parte:tanto é talmente lontana da Stoccolma e cosí vicina a Copenhagen che nessuno se ne accorgerebbe. Ci sono persino danesi che hanno la casa a Malmö, e vanno al lavoro a Copenhagen. E intanto la Danimarca intera prende per il culo quella zona svedese cosí tanto da distruggere la poca autostima degli svedesi di quella zona.La parte "nord", dove c´é Stoccolma, ODIA la Danimarca, e a mio parere c´ha pure ragione: hanno fatto parte del regno danese per anni, e sono sempre stati trattati malissimo, si sono guadagnati la libertá, e vengono tutt´ora presi in giro. Come se non bastasse, la parte sud del paese si venderebbe per un soldo bucato (non é una metafora) per far parte di quell´odiatissimo sputo di terra.
La Danimarca da parte sua se la ride della grossa!
Ama le barzallette sugli svedesi, e qualsiasi cosa faccia cattiva ironia di loro.
Il mio parere in tutto questo casino é che hanno tutti un pochettino di ragione: il nordSvezia a odiare la Danimarca, il sudSvezia ad amarla, e la Danimarca a ridersela.
Peró, sono anche tutti e tre un pochettino nel torto: il nordSvezia potrebbe farsi sentire un pochettino di piú al sud, giusto per diffondere un pó di patriottismo e non spezzettarsi; il sudSvezia é proprio stupido ad amare la Danimarca mentre questa la prende in giro; e la Danimarca potrebbe ridere sottovoce...
Come si vede dalle FANTASTICHE foto che ho messo, Malmö é molto piú vicina a Copenhagen rispetto che a Stoccolma, perció la parte "sud" (é quella che ho colorato in grigio nella foto qui accanto) un pochettino giustificata.
lunedì 6 febbraio 2012
Un´altra genialitá firmata DK!
Questo post merita particolarmente, perché racconto di quello che faccio, mentre lo sto facendo.
Ma perché si capisca da qui in poi devo raccontare tutto dall´inizio.....
LANCIERS
Io amo questa parola.
Allora, dovete mischiare un ballo di gala, carnevale, una scuola, un pizzico di ´800, e soprattutto i danesi, e avrete un fantastico Lanciers!
Tanto per essere piú precisi: é una festa, che di base serve per far divertire e distrarre quelli dell´ultimo anno (terzo) perché hanno gli esami, e che si devono vestire proprio da galá, quindi: vestiti lunghi ed eleganti e smoking!
Poi ci sono quelli del primo anno! i "piccolini"! e che vengono, ma si vestono normali perché la festa non é per loro, ma sono stati invitati un pó per pietá.
E primi ma non ultimi, i "mediani", quelli del secondo anno. Tra cui io. Ci dobbiamo vestire da "carnevale", insomma dobbiamo scegliere dei vestiti divertenti, giusto per mettere un pó di allegria.
E dobbiamo scegliere il "costume" (chiamiamolo cosí), per QUADRIGLIA.
Cos´é una quadriglia?? ..e qui entra in gioco il "pizzico di ´800 appena citato.
Provate a immaginare, in uno di quei film ambientati nell´800, in cui ci sono quei balli sontuosi e a coppie. Adesso prendete 4 coppie dal mucchio, disponetele a quadrato e fategli fare figure di ballo insieme: otterrete una quadriglia.
Questo implica che anche io ho il mio cavaliere, che non ho scelto, e che non mi ha scelto (solo quelli di terza si "scelgono" da soli) perché per primo e secondo anno i prof scelgono all´interno della classe. E a me é capitato uno sfigato un pó bruttino.
Indovinate qual´é il tema della nostra quadriglia??
API&FIORI! YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEH!
Ma sííí, tanto é per divertirsi! ..giusto?..
Comunque adoro questa cosa.... un´altra genialitá firmata DK!
Bene, finita l´introduzione!
Adesso arriviamo al presente: domani c´é la festa, e non c´é lezione normale infatti andremo tutti al centro sportivo Rofi qui vicino e a gruppi faremo diverse attivitá.
Questo significa 6 ore di ginnastica! SEI! se non pubblicheró mai questo post saprete perché!
E poi, a casa per vestirsi da fiori e di nuovo al gymnasium per l´atteso Lanciers!
06-02-2012:
Ci ho messo un pó per raccontare la fine di tutto ció, ma eccomi di nuovo..
Intanto la festa é stata il 3 febbraio.
Io ero un dolcissimo e fantastico fiorellino lilla, e le altre dame erano un fiorellino banco e uno rosso, eravamo proprio belle. la quarta dama in realtá per un problema si é vestita da ape che era il costume dell´uomo.
Il mio uomo invece, non aveva proprio il costume.
Alle 18.45, dopo il discorso del preside, abbiamo iniziato a mangiare. C´erano tavoli ovunque, nella hall, in biblioteca, e nella sala da danza. Eravamo 800 e qualcosa -un numero emorme per gli standard di qua, il che fa ridere, perché solo gli studenti nella mia scuola in Italia sono circa 900, e sono pochi..
C´erano le ragazze e ragazzi del terzo anno che erano fantastici: i ragazzi con smoking, le ragazze con acconciature complicate e vestiti superlativi, proprio da Gala.
Qualcuna tra vestito e acconciatura ha speso circa 50000 corone, cioé 7.142 euro.
Anche quelli del secondo anno erano fantastici: oltre alla mia quadriglia, c´erano uomini e donne tirolesi, chimici pazzi, contadini, ciclisti, africani nudi,...
Un vero carnevale.
Quelli del primo erano vestiti normali.
Hanno iniziato, dopo cena, i ragazzi del terzo anno hanno ballato da soli il Lanciers, cioé cinque serie di circa 3-4 minuti ciascuno di una danza tra quattro coppie.
È difficile da spiegare, per cui ecco i video del ballo.
Ma perché si capisca da qui in poi devo raccontare tutto dall´inizio.....
LANCIERS
Io amo questa parola.
Allora, dovete mischiare un ballo di gala, carnevale, una scuola, un pizzico di ´800, e soprattutto i danesi, e avrete un fantastico Lanciers!
Tanto per essere piú precisi: é una festa, che di base serve per far divertire e distrarre quelli dell´ultimo anno (terzo) perché hanno gli esami, e che si devono vestire proprio da galá, quindi: vestiti lunghi ed eleganti e smoking!
Poi ci sono quelli del primo anno! i "piccolini"! e che vengono, ma si vestono normali perché la festa non é per loro, ma sono stati invitati un pó per pietá.
E primi ma non ultimi, i "mediani", quelli del secondo anno. Tra cui io. Ci dobbiamo vestire da "carnevale", insomma dobbiamo scegliere dei vestiti divertenti, giusto per mettere un pó di allegria.
E dobbiamo scegliere il "costume" (chiamiamolo cosí), per QUADRIGLIA.
Cos´é una quadriglia?? ..e qui entra in gioco il "pizzico di ´800 appena citato.
Provate a immaginare, in uno di quei film ambientati nell´800, in cui ci sono quei balli sontuosi e a coppie. Adesso prendete 4 coppie dal mucchio, disponetele a quadrato e fategli fare figure di ballo insieme: otterrete una quadriglia.
Questo implica che anche io ho il mio cavaliere, che non ho scelto, e che non mi ha scelto (solo quelli di terza si "scelgono" da soli) perché per primo e secondo anno i prof scelgono all´interno della classe. E a me é capitato uno sfigato un pó bruttino.
Indovinate qual´é il tema della nostra quadriglia??
API&FIORI! YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEH!
Ma sííí, tanto é per divertirsi! ..giusto?..
Comunque adoro questa cosa.... un´altra genialitá firmata DK!
Bene, finita l´introduzione!
Adesso arriviamo al presente: domani c´é la festa, e non c´é lezione normale infatti andremo tutti al centro sportivo Rofi qui vicino e a gruppi faremo diverse attivitá.
Questo significa 6 ore di ginnastica! SEI! se non pubblicheró mai questo post saprete perché!
E poi, a casa per vestirsi da fiori e di nuovo al gymnasium per l´atteso Lanciers!
06-02-2012:
Ci ho messo un pó per raccontare la fine di tutto ció, ma eccomi di nuovo..
Intanto la festa é stata il 3 febbraio.
Io ero un dolcissimo e fantastico fiorellino lilla, e le altre dame erano un fiorellino banco e uno rosso, eravamo proprio belle. la quarta dama in realtá per un problema si é vestita da ape che era il costume dell´uomo.
Il mio uomo invece, non aveva proprio il costume.
Alle 18.45, dopo il discorso del preside, abbiamo iniziato a mangiare. C´erano tavoli ovunque, nella hall, in biblioteca, e nella sala da danza. Eravamo 800 e qualcosa -un numero emorme per gli standard di qua, il che fa ridere, perché solo gli studenti nella mia scuola in Italia sono circa 900, e sono pochi..
C´erano le ragazze e ragazzi del terzo anno che erano fantastici: i ragazzi con smoking, le ragazze con acconciature complicate e vestiti superlativi, proprio da Gala.
Qualcuna tra vestito e acconciatura ha speso circa 50000 corone, cioé 7.142 euro.
Anche quelli del secondo anno erano fantastici: oltre alla mia quadriglia, c´erano uomini e donne tirolesi, chimici pazzi, contadini, ciclisti, africani nudi,...
Un vero carnevale.
Quelli del primo erano vestiti normali.
Hanno iniziato, dopo cena, i ragazzi del terzo anno hanno ballato da soli il Lanciers, cioé cinque serie di circa 3-4 minuti ciascuno di una danza tra quattro coppie.
È difficile da spiegare, per cui ecco i video del ballo.
Dopodiché siamo entrati noi, il carnevale in persona, e abbiamo ballato con quelli del primo e terzo anno.
Poi il terzo anno ha ballato il valzer da solo. È stato davvero particolare da vedere.
Alla fine dei balli, il preside ha detto altre due parole e poi é stata festa! È venuta una band a suonare, e suonavano davvero bene. Ce ne erano tanti ubriachi di champagne e vino, ed é stato davvero memorabile. All´entrata era stato allestito un tavolo con frutta, caffé, thé, e cioccolata, per creare un pó di "hygge", coloro che hanno seguito il mio blog sanno cos´é.
Ce da dire che l´organizzazione é stata fantastica: all´entrata, all´inizio della serata, su un tavolo, sedevano 4 rgazzi a riprendere i biglietti per poter entrare.
I tavoli erano sparsi in tutta la scuola, e poiché il preside parlava mentre tutti erano seduti a tavola, era stata messa una telecamera dove avrebbe parlato il preside, e quella telecamera collegata ai proiettori nelle stanze dove c´erano i tavoli.
Piuttosto incredibile.
La festa é finita intorno a mezzanotte e mezza, e alcuni sono andati a casa, altri hanno continuato la festa giú in cittá.
È stata veramente un´esperienza nell´esperienza, e visto che probabilmente non lo rifaró mai piú, sono felicissima di averlo fatto!!
martedì 17 gennaio 2012
AHAHAHAHAHAH....no!
Questo post l´ho intitolato in queso fantastico e assolutament funnyssimo modo perché nel giro di due settimane mi sono capitate un sacco di situazioni del tipo "ahahahahah..no!"
Per essere piú chiari, il famosissimo "ahahahahah.. no!" lo uso solo in casi assolutamente speciali, e irripetibili di ""ironia"" (notare le doppie virgolette).
Ma prima chiariamoci:
I danesi, come tutti i popoli, ha il suo tipo di umorismo, che non é quello serioso degli inglesi, ma lontano anni luce da quello italiano.
L´umorismo danese é del tipo "io sono il meglio". Cioé i danesi ADORANO fare battutte assolutamente senza senso sugli svedesi, e li prendono continuamente in giro per la loro parlata.
Copio qui sotto una barzelletta danese tradotta in italiano che ho trovato sul web.
"Norvegia era tranquillamente seduto nella sua comoda poltrona davanti ad uno scoppiettante fuocherello. Un libro in mano, una tazza fumante alla sua destra e la mente concentrata nella lettura, lasciando il resto del mondo fuori dalla porta della sua abitazione invernale.
All’esterno vi era solo un paesaggio innevato, illuminato da una bellissima luna piena. Forse tra qualche settimana sarebbe riuscito a vedere l’aurora boreale che amava fin dai tempi più antichi.
Girò l’ennesima pagina del volume.
Il silenzio della notte, però, venne improvvisamente rotto da dei rumori ovattati provenienti da fuori.
Qualcuno si sta avvicinando, pensò Norvegia riconoscendo il suono tipico di chi sta camminando nella neve fresca.
Il rumore di quei passi pesanti si avvicinò sempre di più.
Il ragazzo appoggiò il libro accanto a sé. Le mani appoggiate ai braccioli della poltrona, il corpo leggermente proteso in avanti, pronto a scattare nel caso si trattasse di una minaccia.
I passi si fermarono a poca distanza da casa sua. Probabilmente lo sconosciuto si era arrestato davanti alla porta d’ingresso.
Adesso Norvegia riusciva a udire che la persona aveva il fiatone e respirava affannosamente per la fatica di aver camminato tanto.
Aveva le orecchie aperte, il norvegese, alla disperata ricerca di captare qualche altra cosa.Niente. Adesso non si udiva più alcun suono. Ma sapeva che qualcosa stava per accadere, qualcosa di tremendamente brutto e traumatizzante che avrebbe rovinato la sua idilliaca serata nello chalet in montagna. Riusciva a percepirlo chiaramente.
E fu così, infatti.
D’un tratto la porta della casa si aprì di scatto mostrando il tanto –indesiderato- ospite, che altri non era che Danimarca.
«Norvegia!» lo salutò con entusiasmo, addentrandosi nella stanza senza che l’altro lo invitasse a entrare.
Dopo un momento di perplessità, impassibilmente ma con un pizzico di ostilità nella voce, chiese: «E tu che accidenti ci fai qui?»
L’altro lo guardo con un sorriso luminoso, come se non attendesse altro.
«Mi hanno appena raccontato una barzelletta sugli svedesi, fa morir dal ridere!»
«Non mi interessa.»
«Ma ti assicuro che è diverte. Sono certo che farà ridere persino te!»
«Ho detto di no.»
«Ma…»
«Non mi hai capito, forse?» questa volta si percepiva bene che Norvegia non sembrava in vena di compromessi. Lo guardava con quegli occhi vuoti ma dotati di una grande capacità di persuasione che rasentava la minaccia, una caratteristica che amava usare su chi gli risultava antipatico. Peccato che con Danimarca non funzionasse quasi mai.
Infatti, anche questa volta, non riuscì a farlo desistere.
Il ragazzo era lì. In piedi davanti alla soglia, la porta dimenticata aperta permettendo al vento di entrare e scompigliarli i capelli biondi in modo scenografico. Gli occhi azzurri erano diventati grandi e appena lucidi, la bocca era incurvata tristemente verso il basso e sembrava uno di quei bambini a cui i genitori gli hanno appena negato un giocattolo.
Poche persone sarebbero potute resistere ad una tale espressione, un misto tra un cucciolo abbandonato e un cherubino triste. Immagine straziante a cui non si poteva negare più nulla.
Norvegia la considerava, invece, solo una faccia da scemo.
Però sapeva che a questo punto Danimarca non se ne sarebbe più andato, forse sarebbe stato meglio assecondarlo – giusto quelle volta – e così, con fare rassegnato, gli concesse con un cenno della testa di iniziare a raccontare.
«Sul serio?» chiese entusiasta Danimarca.
«Sì, sul serio. Ma sbrigati che ho di meglio da fare»
«Allora... Ci sono questi due svedesi che arrivano a Copenhagen e…» ma all'improvviso Danimarca scoppiò a ridere fragorosamente. «No, aspetta. Ok, ricomincio: ci sono questi due svedesi che…» anche questa volta non riuscì a terminare la frase, troppo scosso dalle forti risa che non riusciva a trattenere. Stava addirittura piangendo.
«Si può sapere che hai da ridere?» chiese a questo punto Norvegia, ormai infastidito.
«È che fa troppo ridere, Nor. Troppo.» e infatti ricominciò a ridere, tenendosi una mano sullo stomaco e una su un mobile accanto a lui, troppo debole per reggersi in piedi."
E con questa assolutamente esilerante barzelletta i danesi si pisciano addosso.
commento:
AHAHAHAHAHAH....no! cioé come si fa a ridere di una cosa del genere??
Comunque, questo é l´umorismo danese. Adesso che avete capito che aria tira qui al nord vi racconto!
Primo avvenimento:
Da una settimana ho iniziato a lavorare in una scuola materna come volontariato (non sono masochista, é l´unico modo che ho per non fare gli esami in danese a fine anno), e io, adorando i bambini, ho iniziato subito a divertirmi un sacco.
Ovviamente, con babini di 5 anni l´inglese non funziona, quindi parlavo (meglio: provavo a parlare) il poco danese che so.
Ieri, dopo scuola sono andata, e una bella bimba bionda, di quelle che dici "questa da grande fa la modella", mi si avvicina e mi dice: " Hvor kommer du fra?" (=da dove vieni?) , io: "dall´Italia, perché?" (in danese ovviamente)
lei..........:" Ah ecco peché non ti capiamo quando parli!"
....avete presente la terra che vi sprofonda sotto i piedi?....
lo sforzo di imparare una lingua per sei mesi, come se avessi sempre una patata in bocca per pronunciarle, e arriva una bambina di cinque anni e ti butta giú tutto nel giro di un nano-secondo.
Ovviamente l´insegnate che era vicino a noi e ha sentito, si é messa a ridere.
Mentre a me veniva da piangere...!!!!!!!!!!!
Da odiarla profondamente. Segnata nella lista nera.
Non la bimba poveretta, ma l´insegnate!!! ma scusa imparalo tu l´italiano, poi ti vengo lí e ti dico che non capisco nulla, voglio vedere se ridi...
e questa piegata in due:AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH..no!!!
Secondo avvenimento:
La Danimarca é l´unico paese della UE che inizia con la D, e un pó da questo, un pó dal fatto che "il nonno del nonno del mio triszio di quarto grado era vichingo, quindi lo sono anche io!", si gasano un sacco.
E soprattutto quando parlano in dialetto (mi riferisco al VestJutland, perché non ho mai sentito il dialetto da altre parti) si sentono un misto tra vichinghi orgogliosi e potenti e contadinotti.
Capite bene che il mix é assoluntamente terribile.
In questa situazione mi sono trovata ad una festa: ero li con altri 4 amici e avevano iniziato a parlare in Jysk (dialetto dello jutland) da ubriachi. Non ho capito una parola, ovviamente, e c´erano questi che ridevano e non afferravo il perché (da ubriachi la parlata accellera).
Mi pare parlassero della birra, che in quel posto non era il massimo, ma ridendo continuavano a bere.
E va bene, mi ci sono abituata: trincano qualsiasi cosa, pur di ubriacarsi, giuro.
Quindi tutto normale, il discorso, era ancora quello.
Improvvisamente uno di loro viene fuori dicendo:
"Den øl stinker, men du drikke den samme øl fordi er vikingerne!"
e tutti giú a ridere....
io ci sono rimasta un pó cosí perché avevo capito la frase "Questa birra fa schifo, ma tu bevila lo stesso perché é vichinga!".................ma ditemi dove sta il senso!!!
e quindi....
AHAHAHAHAH...no!
Terzo avvenimento:
In realtá non c´é un terzo avvenimento, ma non c´é due senza tre dico io!!
Comunque come dice il saggio....
"Se avete voglia di ridere, NON andate in Danimarca!"
Per essere piú chiari, il famosissimo "ahahahahah.. no!" lo uso solo in casi assolutamente speciali, e irripetibili di ""ironia"" (notare le doppie virgolette).
Ma prima chiariamoci:
I danesi, come tutti i popoli, ha il suo tipo di umorismo, che non é quello serioso degli inglesi, ma lontano anni luce da quello italiano.
L´umorismo danese é del tipo "io sono il meglio". Cioé i danesi ADORANO fare battutte assolutamente senza senso sugli svedesi, e li prendono continuamente in giro per la loro parlata.
Copio qui sotto una barzelletta danese tradotta in italiano che ho trovato sul web.
"Norvegia era tranquillamente seduto nella sua comoda poltrona davanti ad uno scoppiettante fuocherello. Un libro in mano, una tazza fumante alla sua destra e la mente concentrata nella lettura, lasciando il resto del mondo fuori dalla porta della sua abitazione invernale.
All’esterno vi era solo un paesaggio innevato, illuminato da una bellissima luna piena. Forse tra qualche settimana sarebbe riuscito a vedere l’aurora boreale che amava fin dai tempi più antichi.
Girò l’ennesima pagina del volume.
Il silenzio della notte, però, venne improvvisamente rotto da dei rumori ovattati provenienti da fuori.
Qualcuno si sta avvicinando, pensò Norvegia riconoscendo il suono tipico di chi sta camminando nella neve fresca.
Il rumore di quei passi pesanti si avvicinò sempre di più.
Il ragazzo appoggiò il libro accanto a sé. Le mani appoggiate ai braccioli della poltrona, il corpo leggermente proteso in avanti, pronto a scattare nel caso si trattasse di una minaccia.
I passi si fermarono a poca distanza da casa sua. Probabilmente lo sconosciuto si era arrestato davanti alla porta d’ingresso.
Adesso Norvegia riusciva a udire che la persona aveva il fiatone e respirava affannosamente per la fatica di aver camminato tanto.
Aveva le orecchie aperte, il norvegese, alla disperata ricerca di captare qualche altra cosa.Niente. Adesso non si udiva più alcun suono. Ma sapeva che qualcosa stava per accadere, qualcosa di tremendamente brutto e traumatizzante che avrebbe rovinato la sua idilliaca serata nello chalet in montagna. Riusciva a percepirlo chiaramente.
E fu così, infatti.
D’un tratto la porta della casa si aprì di scatto mostrando il tanto –indesiderato- ospite, che altri non era che Danimarca.
«Norvegia!» lo salutò con entusiasmo, addentrandosi nella stanza senza che l’altro lo invitasse a entrare.
Dopo un momento di perplessità, impassibilmente ma con un pizzico di ostilità nella voce, chiese: «E tu che accidenti ci fai qui?»
L’altro lo guardo con un sorriso luminoso, come se non attendesse altro.
«Mi hanno appena raccontato una barzelletta sugli svedesi, fa morir dal ridere!»
«Non mi interessa.»
«Ma ti assicuro che è diverte. Sono certo che farà ridere persino te!»
«Ho detto di no.»
«Ma…»
«Non mi hai capito, forse?» questa volta si percepiva bene che Norvegia non sembrava in vena di compromessi. Lo guardava con quegli occhi vuoti ma dotati di una grande capacità di persuasione che rasentava la minaccia, una caratteristica che amava usare su chi gli risultava antipatico. Peccato che con Danimarca non funzionasse quasi mai.
Infatti, anche questa volta, non riuscì a farlo desistere.
Il ragazzo era lì. In piedi davanti alla soglia, la porta dimenticata aperta permettendo al vento di entrare e scompigliarli i capelli biondi in modo scenografico. Gli occhi azzurri erano diventati grandi e appena lucidi, la bocca era incurvata tristemente verso il basso e sembrava uno di quei bambini a cui i genitori gli hanno appena negato un giocattolo.
Poche persone sarebbero potute resistere ad una tale espressione, un misto tra un cucciolo abbandonato e un cherubino triste. Immagine straziante a cui non si poteva negare più nulla.
Norvegia la considerava, invece, solo una faccia da scemo.
Però sapeva che a questo punto Danimarca non se ne sarebbe più andato, forse sarebbe stato meglio assecondarlo – giusto quelle volta – e così, con fare rassegnato, gli concesse con un cenno della testa di iniziare a raccontare.
«Sul serio?» chiese entusiasta Danimarca.
«Sì, sul serio. Ma sbrigati che ho di meglio da fare»
«Allora... Ci sono questi due svedesi che arrivano a Copenhagen e…» ma all'improvviso Danimarca scoppiò a ridere fragorosamente. «No, aspetta. Ok, ricomincio: ci sono questi due svedesi che…» anche questa volta non riuscì a terminare la frase, troppo scosso dalle forti risa che non riusciva a trattenere. Stava addirittura piangendo.
«Si può sapere che hai da ridere?» chiese a questo punto Norvegia, ormai infastidito.
«È che fa troppo ridere, Nor. Troppo.» e infatti ricominciò a ridere, tenendosi una mano sullo stomaco e una su un mobile accanto a lui, troppo debole per reggersi in piedi."
E con questa assolutamente esilerante barzelletta i danesi si pisciano addosso.
commento:
AHAHAHAHAHAH....no! cioé come si fa a ridere di una cosa del genere??
Comunque, questo é l´umorismo danese. Adesso che avete capito che aria tira qui al nord vi racconto!
Primo avvenimento:
Da una settimana ho iniziato a lavorare in una scuola materna come volontariato (non sono masochista, é l´unico modo che ho per non fare gli esami in danese a fine anno), e io, adorando i bambini, ho iniziato subito a divertirmi un sacco.
Ovviamente, con babini di 5 anni l´inglese non funziona, quindi parlavo (meglio: provavo a parlare) il poco danese che so.
Ieri, dopo scuola sono andata, e una bella bimba bionda, di quelle che dici "questa da grande fa la modella", mi si avvicina e mi dice: " Hvor kommer du fra?" (=da dove vieni?) , io: "dall´Italia, perché?" (in danese ovviamente)
lei..........:" Ah ecco peché non ti capiamo quando parli!"
....avete presente la terra che vi sprofonda sotto i piedi?....
lo sforzo di imparare una lingua per sei mesi, come se avessi sempre una patata in bocca per pronunciarle, e arriva una bambina di cinque anni e ti butta giú tutto nel giro di un nano-secondo.
Ovviamente l´insegnate che era vicino a noi e ha sentito, si é messa a ridere.
Mentre a me veniva da piangere...!!!!!!!!!!!
Da odiarla profondamente. Segnata nella lista nera.
Non la bimba poveretta, ma l´insegnate!!! ma scusa imparalo tu l´italiano, poi ti vengo lí e ti dico che non capisco nulla, voglio vedere se ridi...
e questa piegata in due:AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH..no!!!
Secondo avvenimento:
La Danimarca é l´unico paese della UE che inizia con la D, e un pó da questo, un pó dal fatto che "il nonno del nonno del mio triszio di quarto grado era vichingo, quindi lo sono anche io!", si gasano un sacco.
E soprattutto quando parlano in dialetto (mi riferisco al VestJutland, perché non ho mai sentito il dialetto da altre parti) si sentono un misto tra vichinghi orgogliosi e potenti e contadinotti.
Capite bene che il mix é assoluntamente terribile.
In questa situazione mi sono trovata ad una festa: ero li con altri 4 amici e avevano iniziato a parlare in Jysk (dialetto dello jutland) da ubriachi. Non ho capito una parola, ovviamente, e c´erano questi che ridevano e non afferravo il perché (da ubriachi la parlata accellera).
Mi pare parlassero della birra, che in quel posto non era il massimo, ma ridendo continuavano a bere.
E va bene, mi ci sono abituata: trincano qualsiasi cosa, pur di ubriacarsi, giuro.
Quindi tutto normale, il discorso, era ancora quello.
Improvvisamente uno di loro viene fuori dicendo:
"Den øl stinker, men du drikke den samme øl fordi er vikingerne!"
e tutti giú a ridere....
io ci sono rimasta un pó cosí perché avevo capito la frase "Questa birra fa schifo, ma tu bevila lo stesso perché é vichinga!".................ma ditemi dove sta il senso!!!
e quindi....
AHAHAHAHAH...no!
Terzo avvenimento:
In realtá non c´é un terzo avvenimento, ma non c´é due senza tre dico io!!
Comunque come dice il saggio....
"Se avete voglia di ridere, NON andate in Danimarca!"
martedì 10 gennaio 2012
Ti accorgi di essere in Danimarca se.... (o anche "processo di danesizzazione")
É veramente tanto che non scrivo nulla, ma questo perché non mi é successo nulla di particolare.
Oggi per caso ho trovato un post in un´altro blog, che diceva:
"Stai invecchiando se..."
E a seguire un elenco di punti ironici sulla giovinezza "sbandata" e la vecchiaia "rincoglionita".
Non so dire perché ma questa cavolata mi ha fatto venire un´illuminazione!
Io qui in Danimarca sono straniera, come in Italia lo puó essere un danese; e si ha l´onone e l´onere di vedere le cose da un punto di vista diverso.
A volte puó essere positivo, perché si ha un´angolazione in piú nel modo di vedere le cose; ma puó anche essere negativo: si fa molta fatica a capire un punto di vista che non comprendiamo.
Per questo quindi facciamo un pó di ordine:
queste sono un pó dei segnali che mi fanno capire di non essere per nulla in Italia.....!
TI ACCORGI DI ESSERE IN DANIMARCA (da mooolto tempo) SE.........
1)....Inizi a sognare in danese
2)....Fai miscugli improbabili di parole, che sono un misto di danese e italiano (ex: FLYTTI, pochi capiranno)
3)....Non ti stupisci se gli adolescenti ti dicono "Non esco oggi -anche se é l´unica giornata di sole da 2 settimane e una persona normale ha un bisogno FISICO di scappare di casa per due ore- perché devo finire la partita a computer!"
4)....La parola "Hygge" ti fa illuminare gli occhi!
5)....È diventato normale vedere un businessman in giacca, cravatta, calzettoni bianchi e sandali
6)....Maledici con tutta te stessa/o il "mod vind" (=controvento)
7)....La tua espressione ha 2 sfumature:felice e inespressiva!
8)....Per rispondere al telefono la prima cosa che pronunci é il tuo nome, perché dire "pronto" fa strano...
9)....Ti sembra dovuto che andando dal parrucchiere, all´ospedale, o in qualsiasi ufficio pubblico ti offrano caffé e biscotti
10)...Non ti ricordi piú il sapore della pizzaaaa!!!!
11)...Sei assolutamente convinto al 1000% che la scuola danese sia la migliore al mondo
12)...Ti senti a tuo agio ad andare a scuola o in giro in tuta/pigiama
13)...Sei convinto che il mondo non andrebbe avanti se la regina e il governo danese non ci fossero
14)...Diventa normale veder sventolare bandiere danesi piú o meno ovunque
15)...Gridi "skål" ad ogni sorso perché non sai che altro dire!
16)...Non noti piú le innumerevoli pale eoliche che sono sparse in tutta la danimarca
17)...Diventa automatico toglierti le scarpe appena entrato in casa, invece di tenertele addosso e girare con quelle
18)...Non fai piú calcoli mentali assurdi per capire quanti euro sono 300 corone
19)...Misuri il tempo in SETTIMANE: vacanza la settimana 7, viaggio con la scuola la setimana 12...
20)...É normale che la scuola organizzi gite di una settimana in paesi stranieri almeno una volta all´anno, di cui tu paghi solo una parte
21)...Riesci a pronunciare parole come Rød grød med flode, oppure endoplasmatisk ratikulum
e con questo un povero italiano, sa che deve fare attenzione ai mille e piú pericoli di quest´(in)ospitale paese!
...processo di danesizzazione completato!
Oggi per caso ho trovato un post in un´altro blog, che diceva:
"Stai invecchiando se..."
E a seguire un elenco di punti ironici sulla giovinezza "sbandata" e la vecchiaia "rincoglionita".
Non so dire perché ma questa cavolata mi ha fatto venire un´illuminazione!
Io qui in Danimarca sono straniera, come in Italia lo puó essere un danese; e si ha l´onone e l´onere di vedere le cose da un punto di vista diverso.
A volte puó essere positivo, perché si ha un´angolazione in piú nel modo di vedere le cose; ma puó anche essere negativo: si fa molta fatica a capire un punto di vista che non comprendiamo.
Per questo quindi facciamo un pó di ordine:
queste sono un pó dei segnali che mi fanno capire di non essere per nulla in Italia.....!
TI ACCORGI DI ESSERE IN DANIMARCA (da mooolto tempo) SE.........
1)....Inizi a sognare in danese
2)....Fai miscugli improbabili di parole, che sono un misto di danese e italiano (ex: FLYTTI, pochi capiranno)
3)....Non ti stupisci se gli adolescenti ti dicono "Non esco oggi -anche se é l´unica giornata di sole da 2 settimane e una persona normale ha un bisogno FISICO di scappare di casa per due ore- perché devo finire la partita a computer!"
4)....La parola "Hygge" ti fa illuminare gli occhi!
5)....È diventato normale vedere un businessman in giacca, cravatta, calzettoni bianchi e sandali
6)....Maledici con tutta te stessa/o il "mod vind" (=controvento)
7)....La tua espressione ha 2 sfumature:felice e inespressiva!
8)....Per rispondere al telefono la prima cosa che pronunci é il tuo nome, perché dire "pronto" fa strano...
9)....Ti sembra dovuto che andando dal parrucchiere, all´ospedale, o in qualsiasi ufficio pubblico ti offrano caffé e biscotti
10)...Non ti ricordi piú il sapore della pizzaaaa!!!!
11)...Sei assolutamente convinto al 1000% che la scuola danese sia la migliore al mondo
12)...Ti senti a tuo agio ad andare a scuola o in giro in tuta/pigiama
13)...Sei convinto che il mondo non andrebbe avanti se la regina e il governo danese non ci fossero
14)...Diventa normale veder sventolare bandiere danesi piú o meno ovunque
15)...Gridi "skål" ad ogni sorso perché non sai che altro dire!
16)...Non noti piú le innumerevoli pale eoliche che sono sparse in tutta la danimarca
17)...Diventa automatico toglierti le scarpe appena entrato in casa, invece di tenertele addosso e girare con quelle
18)...Non fai piú calcoli mentali assurdi per capire quanti euro sono 300 corone
19)...Misuri il tempo in SETTIMANE: vacanza la settimana 7, viaggio con la scuola la setimana 12...
20)...É normale che la scuola organizzi gite di una settimana in paesi stranieri almeno una volta all´anno, di cui tu paghi solo una parte
21)...Riesci a pronunciare parole come Rød grød med flode, oppure endoplasmatisk ratikulum
e con questo un povero italiano, sa che deve fare attenzione ai mille e piú pericoli di quest´(in)ospitale paese!
...processo di danesizzazione completato!
lunedì 19 dicembre 2011
SGQD!
Non vi spaventate, non é una parola danese, e tanto meno morde!.. ma la capirete solo alla fine del post....
Vi devo assolutamente raccontare di una cosa che si usa a scuola, che viene chiamata...
Questa cosa strana vuol dire "riunione mattutina" o una cosa del genere.
Per capire questa cosa misteriosa (che é cosí grandiosa che pretende il grassetto) immaginatevi come funziona in Italia: a scuola per dare avvisi ci sono le circolari, che vengono benedette dagli alunni perché fanno perdere 5 minuti di tempo... qui no!
Questi geni di danesi c´hanno una cosa che chiamano "Morgensammeling"", che in pratica é una riunione con tutti gli studenti della scuola (che non sono tanti) in genere in palestra, durante la pausa delle 10.
Ma é un rituale praticamente:
Per prima cosa ognuno si siede dove puó davanti al piccolo palco che viene montato apposta per quel quarto d´ora di avvisi (!), poi prima degli avvisi, si canta una canzone: che per esempio, nel periodo natalizio, é una canzone di natale.
Allora, iniziano gli avvisi. E la cosa é spassosissima perché uno sale sul palchetto, dice anche solo 5 parole del tipo "mercoledí audizioni per il musical", e mentre scende dal palco partono applausi.
Anche questa cosa degli applausi fa impazzire - e ha fatto impazzire- tutti gli exchange student che sono finiti in danimarca!
Tipo, a me la prima volta che é capitato é stato durante una lezione di matematica: era il primo giorno e le prime 3 ore avevo il corso di danese, per cui ho raggiunto la mia classe 3 ore dopo l´inizio della giornata, e la scena é stata questa...
Entro timida, ovviamente tutti che si bloccano e mi fissano.
Io rossa come un peperone entro in classe, mi presento e mi siedo.. MENTRE mi siedo parte un applauso!
Non avete idea di quanta voglia avevo di sparire...
Solo nell´ora di matematica capisco che applaudire é una fissazione: quando un alunno corregge un esercizio alla lavagna correttamente, partono applausi.
Adorano applaudire, il problema é quando sei tu che stai facendo qualcosa di giá abbastanza imbarazzante, tipo una presentazione dell´italia davanti alla classe di francese, e beccarti 2 minuti di applausi per quasi nulla che hai detto.. é un pó imbarazzante no?
Quindi la situazione al Morgensammeling é questa!
carino no??
E poi il qurto d´ora di pausa perso si scala dall´ora che segue, quindi la felicitá degli studenti non viene intaccata!
...Sono Geniali Questi Danesi! (é ora che capiate il titolo ragazzi....)
Vi devo assolutamente raccontare di una cosa che si usa a scuola, che viene chiamata...
Morgensammeling!
Questa cosa strana vuol dire "riunione mattutina" o una cosa del genere.
Per capire questa cosa misteriosa (che é cosí grandiosa che pretende il grassetto) immaginatevi come funziona in Italia: a scuola per dare avvisi ci sono le circolari, che vengono benedette dagli alunni perché fanno perdere 5 minuti di tempo... qui no!
Questi geni di danesi c´hanno una cosa che chiamano "Morgensammeling"", che in pratica é una riunione con tutti gli studenti della scuola (che non sono tanti) in genere in palestra, durante la pausa delle 10.
Ma é un rituale praticamente:
Per prima cosa ognuno si siede dove puó davanti al piccolo palco che viene montato apposta per quel quarto d´ora di avvisi (!), poi prima degli avvisi, si canta una canzone: che per esempio, nel periodo natalizio, é una canzone di natale.
Allora, iniziano gli avvisi. E la cosa é spassosissima perché uno sale sul palchetto, dice anche solo 5 parole del tipo "mercoledí audizioni per il musical", e mentre scende dal palco partono applausi.
Anche questa cosa degli applausi fa impazzire - e ha fatto impazzire- tutti gli exchange student che sono finiti in danimarca!
Tipo, a me la prima volta che é capitato é stato durante una lezione di matematica: era il primo giorno e le prime 3 ore avevo il corso di danese, per cui ho raggiunto la mia classe 3 ore dopo l´inizio della giornata, e la scena é stata questa...
Entro timida, ovviamente tutti che si bloccano e mi fissano.
Io rossa come un peperone entro in classe, mi presento e mi siedo.. MENTRE mi siedo parte un applauso!
Non avete idea di quanta voglia avevo di sparire...
Solo nell´ora di matematica capisco che applaudire é una fissazione: quando un alunno corregge un esercizio alla lavagna correttamente, partono applausi.
Adorano applaudire, il problema é quando sei tu che stai facendo qualcosa di giá abbastanza imbarazzante, tipo una presentazione dell´italia davanti alla classe di francese, e beccarti 2 minuti di applausi per quasi nulla che hai detto.. é un pó imbarazzante no?
Quindi la situazione al Morgensammeling é questa!
carino no??
E poi il qurto d´ora di pausa perso si scala dall´ora che segue, quindi la felicitá degli studenti non viene intaccata!
...Sono Geniali Questi Danesi! (é ora che capiate il titolo ragazzi....)
martedì 13 dicembre 2011
Piú di quattro mesi fa...
Centotrentanove giorni fa. Et hundrede og niogtredive dage før.
Due stagioni fa. To årstider siden.
Qualche luna, piú di una, é cresciuta e ricaduta da quando sono arrivata in Danimarca.
Ed il tempo é volato! Cosí veloce, che a volte sono preoccupata se riusciró a vivere bene i 7 che mi rimangono, che sembrano proprio pochi.
E dall`Italia mi arrivano mail e frasi che dicono "MANCHI"
Exchange student di tutto il mondo, aiuto.
Questa semplice parola, ha il potere di far traballare la sicurezza di una montagna. E la "montagna" questa volta dovrebbe essere il povero sedicenne/diciasettenne che si ritrova con amici che gli mancano da morire che gli dicono "ci manchi tanto".
Si ragazzi, anche voi mi mancate. Mi mancano le pizzate insieme, le canzoni cantate a squarciagola sotto il cielo stellato di una montagna, accompagnat solo da una chitarra. Mi manca il dialetto, mi mancano i vaneggioni, mi mancate. Ma come ve lo devo dire?
Partendo ho pensato di poter mettere in stand-by la mia vita italiana, come fosse in pausa.
Ma ovviamente non é cosí. La vita va avanti, da tutte le parti, in Danimarca, ma anche in Italia.
E quante cose che mi sto perdendo a cui vorrei partecipare. E quante cose che invece sto vivendo che ho desiderato per molto tempo.
Non mi posso dividere a metá e questa non é una novitá, peró magari posso far combaciare le cose e le emozioni.
Prima di partire, su un giornalino di AFS ho visto un´immagine stilizzata: il prima, il durante e il dopo l´esperienza.
"Prima" era una testa riempita di quadratini tutti impilati ordinatamente. il "durante" era la stessa testa, ma con un grande casino in testa: quadratini e triangolini che non riuscivano a combaciare e a sistemarsi tra di loro. Il "dopo" era una combinazione di quadratini e triangolini.
Non smetteró mai di dire che questa esperienza é probabilmente il periodo piú importante della mia vita, sto cambiando, anche se non capisco ancora in che direzione.
E sono altrettanto certa che quando torneró in Italia romperó le scatole a tutti quanti perché mi mancherá la Danimarca!
Ma non so se ci posso fare qualcosa, non credo.
L´Italia é casa mia, io SONO italiana. Ma la Danimarca non so se sia da meno.
Si, é solo un paese, é la Danimarca come poteva essere il Belgio, la Russia, il Sud Africa, il Messico, o il Canada. Ma questa volta, per me, é stata la Danimarca.
Mi é venuto da piangere quando mi hanno detto che sarei finita qui, anche se era la mia quarta scelta. Non capita spesso di finire a parlare danese alle 7 e mezza di mattina (e soprattutto a capire cosa ti dicono), oppure ad andare a scuola con 3 sudamericane fantastiche, oppure, insomma avete capito.
Italia e Danimarca fanno parte di me. È qualcosa che non riesco a capire nemmeno io, e che mi lascia stupita ogni volta che mi scrivono gli amici: come faccio e essere cosí "divisa" tra due paesi? non lo so.
Sono passati quattro mesi, anzi di piú, 139 giorni, e sono passati veloci.
Non so cosa pensare, oppure lo so ma non riesco ad esprimerlo.
Il senso di questo post "strappalacrime" é questo: ragazzi vi voglio bene, e mi mancate anche voi, un sacco. Ma prima o poi torno ;)
Due stagioni fa. To årstider siden.
Qualche luna, piú di una, é cresciuta e ricaduta da quando sono arrivata in Danimarca.
Ed il tempo é volato! Cosí veloce, che a volte sono preoccupata se riusciró a vivere bene i 7 che mi rimangono, che sembrano proprio pochi.
E dall`Italia mi arrivano mail e frasi che dicono "MANCHI"
Exchange student di tutto il mondo, aiuto.
Questa semplice parola, ha il potere di far traballare la sicurezza di una montagna. E la "montagna" questa volta dovrebbe essere il povero sedicenne/diciasettenne che si ritrova con amici che gli mancano da morire che gli dicono "ci manchi tanto".
Si ragazzi, anche voi mi mancate. Mi mancano le pizzate insieme, le canzoni cantate a squarciagola sotto il cielo stellato di una montagna, accompagnat solo da una chitarra. Mi manca il dialetto, mi mancano i vaneggioni, mi mancate. Ma come ve lo devo dire?
Partendo ho pensato di poter mettere in stand-by la mia vita italiana, come fosse in pausa.
Ma ovviamente non é cosí. La vita va avanti, da tutte le parti, in Danimarca, ma anche in Italia.
E quante cose che mi sto perdendo a cui vorrei partecipare. E quante cose che invece sto vivendo che ho desiderato per molto tempo.
Non mi posso dividere a metá e questa non é una novitá, peró magari posso far combaciare le cose e le emozioni.
Prima di partire, su un giornalino di AFS ho visto un´immagine stilizzata: il prima, il durante e il dopo l´esperienza.
"Prima" era una testa riempita di quadratini tutti impilati ordinatamente. il "durante" era la stessa testa, ma con un grande casino in testa: quadratini e triangolini che non riuscivano a combaciare e a sistemarsi tra di loro. Il "dopo" era una combinazione di quadratini e triangolini.
Non smetteró mai di dire che questa esperienza é probabilmente il periodo piú importante della mia vita, sto cambiando, anche se non capisco ancora in che direzione.
E sono altrettanto certa che quando torneró in Italia romperó le scatole a tutti quanti perché mi mancherá la Danimarca!
Ma non so se ci posso fare qualcosa, non credo.
L´Italia é casa mia, io SONO italiana. Ma la Danimarca non so se sia da meno.
Si, é solo un paese, é la Danimarca come poteva essere il Belgio, la Russia, il Sud Africa, il Messico, o il Canada. Ma questa volta, per me, é stata la Danimarca.
Mi é venuto da piangere quando mi hanno detto che sarei finita qui, anche se era la mia quarta scelta. Non capita spesso di finire a parlare danese alle 7 e mezza di mattina (e soprattutto a capire cosa ti dicono), oppure ad andare a scuola con 3 sudamericane fantastiche, oppure, insomma avete capito.
Italia e Danimarca fanno parte di me. È qualcosa che non riesco a capire nemmeno io, e che mi lascia stupita ogni volta che mi scrivono gli amici: come faccio e essere cosí "divisa" tra due paesi? non lo so.
Sono passati quattro mesi, anzi di piú, 139 giorni, e sono passati veloci.
Non so cosa pensare, oppure lo so ma non riesco ad esprimerlo.
Il senso di questo post "strappalacrime" é questo: ragazzi vi voglio bene, e mi mancate anche voi, un sacco. Ma prima o poi torno ;)
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